martedì 16 giugno 2015

Niente di nuovo sul fronte del Mare







Il problema dell'immigrazione africana sulle nostre coste è molto più complesso di come lo si dipinge. Per lo più, ci viene detto che esiste una massa di persone, non ben quantificata, che intende sottrarsi a guerre civili e persecuzioni per trovare rifugio in territori dove regnano Pace e Giustizia. Se perdonate la battuta, aggiungo che questo esclude automaticamente la volontà di permanenza di questi disgraziati in Italia. Tuttavia, come promesso, la definizione che del fenomeno ci viene ammannita è semplicistica: troppo. I migranti lottano sì per sopravvivere ma bussano alle porte dell'Europa anche, e forse soprattutto, per fame. Le guerre civili amplificano questo bisogno per le distruzioni e l'impoverimento che arrecano ma non ne sono l'origine o l'unica causa. Quando si rileva statisticamente che il 90% della popolazione mondiale utilizza solo il 10% delle risorse del pianeta e che, invece, l'1% detiene la ricchezza monetaria e continua ad incrementare il proprio patrimonio si sta scoperchiando il sistema dei flussi migratori attuali e si può intuire quali saranno quelli futuri. Oggi ci sono milioni di migranti africani che tentano con ogni mezzo di entrare in Europa ma con la ferma volontà di spostarsi in Germani o Inghilterra (visti come detentori di ricchezza). Domani, anche gli europei dovranno fare altrettanto per andare dove? Con ogni probabilità, i nuovi flussi migratori saranno differenti. Non ci sarà più spostamento da uno Stato verso l'altro perché non esisteranno più Nazioni ricche. I miseri della Terra cercheranno di prendere quanto servirà per sopravvivere direttamente da chi ce l'ha. All'inizio (come in parte accade oggi) sarà una lotta tra poveri. In seguito, la battaglia si sposterà rivolgendosi verso chi detiene le risorse. In eccesso. Paradossalmente, è una normale operazione di mercato di riallineamento tra domanda ed offerta...

Nessun commento:

Posta un commento