venerdì 11 aprile 2014

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Recentemente, ho assistito a prese di posizione in difesa delle Istituzioni contro gli attacchi verbali che avrebbero subito la Presidente della Camera e il Presidente della Repubblica. Discorso diverso è quello sul CSM in quanto organo collegiale rappresentativo di un’intera categoria. Ritengo che queste opinioni, così come quelle contrarie, siano del tutto legittime. Tuttavia, proprio nel rispetto delle Istituzioni e del senso da attribuire alle stesse, come ho già scritto, le critiche rivolte a queste figure non debbono essere vissute come “lesa maestà”. Sarebbe inconcepibile e, questo sì, anticostituzionale. Solo il Papa gode del concetto di "infallibilità". Almeno per i credenti. Le Istituzioni, nei casi da me citati, non vengono criticate in quanto tali ma perché rappresentate da persone che mettono in atto comportamenti che secondo l'opinione dei criticandi sono non "istituzionali". Farei anche molta attenzione ad usare il termine "attaccate" che mi pare improprio. Secondo il ragionamento dei paladini delle Istituzioni e dei difensori a spada tratta della non criticabilità delle stesse, persino Matteotti aveva "attaccato" Mussolini ma a mio modo di vedere si è trattato di una legittima critica. Cosa ben diversa è stata la risposta del nascente regime che ha "attaccato" veramente l'avversario politico. A parer mio, e rimarco a parer mio, essere nominati grazie ad una votazione ad assumere un incarico Istituzionale non autorizza nessuno a godere di credito di "infallibilità". Persino negli USA, laddove la carica di Presidente è sentita come Istituzione di tutti gli americani e non solo della parte che l'ha votata, Obama oggi e Nixon prima sono stati pesantemente messi sulla graticola da tutto il Paese per evidenti violazioni dei principi basilari su cui si fonda la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni stesse. E quasi nessuno, credo, ha gridato allo scandalo... Si chiama democrazia. Si dovrebbe chiamare democrazia. Criticare o no le Istituzioni, dunque? Credo che occorra, siamo in Italia, chiarirci su di un punto fondamentale: l’amministratore è al servizio degli amministrati e non viceversa. Dall’amministratore condominiale a quello comunale o parlamentare occorre ricordare che il potere è esercitato dagli stessi in nome e per conto degli altri e non per “volontà divina”, non si deve correre il rischio di considerare le Istituzioni più importanti di quanto, e di chi, esse rappresentano. Le Istituzioni sono “servizio al Paese” e non controllo e dominio sullo stesso. Se questo principio è rispettato trovo difficile pensare che la critica possa essere forte o credibile. In caso contrario... Già... In caso contrario...

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