Recentemente, ho assistito a prese
di posizione in difesa delle Istituzioni contro gli attacchi verbali
che avrebbero subito la Presidente della Camera e il Presidente della
Repubblica. Discorso diverso è quello sul CSM in quanto organo
collegiale rappresentativo di un’intera categoria. Ritengo che
queste opinioni, così come quelle contrarie, siano del tutto
legittime. Tuttavia, proprio nel rispetto delle Istituzioni e del
senso da attribuire alle stesse, come ho già scritto, le critiche
rivolte a queste figure non debbono essere vissute come “lesa
maestà”. Sarebbe inconcepibile e, questo sì, anticostituzionale.
Solo il Papa gode del concetto di "infallibilità". Almeno
per i credenti. Le Istituzioni, nei casi da me citati, non vengono
criticate in quanto tali ma perché rappresentate da persone che
mettono in atto comportamenti che secondo l'opinione dei criticandi
sono non "istituzionali". Farei anche molta attenzione ad
usare il termine "attaccate" che mi pare improprio. Secondo
il ragionamento dei paladini delle Istituzioni e dei difensori a
spada tratta della non criticabilità delle stesse, persino Matteotti
aveva "attaccato" Mussolini ma a mio modo di vedere si è
trattato di una legittima critica. Cosa ben diversa è stata la
risposta del nascente regime che ha "attaccato" veramente
l'avversario politico. A parer mio, e rimarco a parer mio, essere
nominati grazie ad una votazione ad assumere un incarico
Istituzionale non autorizza nessuno a godere di credito di
"infallibilità". Persino negli USA, laddove la carica di
Presidente è sentita come Istituzione di tutti gli americani e non
solo della parte che l'ha votata, Obama oggi e Nixon prima sono stati
pesantemente messi sulla graticola da tutto il Paese per evidenti
violazioni dei principi basilari su cui si fonda la fiducia dei
cittadini nelle Istituzioni stesse. E quasi nessuno, credo, ha
gridato allo scandalo... Si chiama democrazia. Si dovrebbe chiamare
democrazia. Criticare o no le Istituzioni, dunque? Credo che occorra,
siamo in Italia, chiarirci su di un punto fondamentale:
l’amministratore è al servizio degli amministrati e non viceversa.
Dall’amministratore condominiale a quello comunale o parlamentare
occorre ricordare che il potere è esercitato dagli stessi in nome e
per conto degli altri e non per “volontà divina”, non si deve
correre il rischio di considerare le Istituzioni più importanti di
quanto, e di chi, esse rappresentano. Le Istituzioni sono “servizio
al Paese” e non controllo e dominio sullo stesso. Se questo
principio è rispettato trovo difficile pensare che la critica possa
essere forte o credibile. In caso contrario... Già... In caso
contrario...

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