giovedì 26 marzo 2015
Che cos'è la Destra, cos'è la Sinistra
Giuro. C'è ancora chi suddivide la politica in Destra e Sinistra, in liberaldemocrazia e socialdemocrazia, in riformisti e conservatori, in popolari ed elitari. Nonostante il nuovo secolo abbia sbaragliato ideologie e confini tra differenti formazioni di pratiche amministrative, ancora ci si ostina a considerare giusto o sbagliato un concetto facendo riferimento all'estrazione, alla formazione di chi lo enuncia. Le parole, però, hanno spesso più valore dei loro portabandiera. Non ci credete? Nel nostro Paese sembra che la parola più in voga, più "in" come si dice oggi, sia riforma. Si tratta di un sostantivo femminile che deriva dal verbo riformare e che significa "qualsiasi movimento o provvedimento che sostenga o realizzi il rinnovamento più o meno profondo di una condizione o situazione esistente, per adeguarla a nuove e diverse esigenze" e dal quale si ricava un altro sostantivo (questa volta maschile) che è riformismo. Il vocabolario ci spiega che questo ultimo termine non è nient'altro che un metodo di azione politica non violento ma profondo e radicale. Cambiare, cambiare, cambiare. Tutto non funziona. Tutto va aggiustato. Stavamo male. Stiamo male. C'è bisogno di una cura, una terapia choc. Di un rinnovamento. Di una rivoluzione nel nostro modo di pensare, di vedere le cose, di percepire la realtà. Riforma, riformare, riformismo. Cambiare, rinnovare, innovare. So che ora sembrerò un bastian contrario, controcorrente, "out", tuttavia, credo che abbiamo tutti fondamentalmente un gran bisogno di conservazione (custodire un oggetto, un bene, per evitarne il consumo, la perdita o la dispersione). Ad esempio, dovremmo conservare un posto di lavoro, uno stipendio, un risparmio per i tempi futuri, una casa. Abbiamo dei diritti fondamentali che stanno evaporando e la loro sparizione crea parecchi problemi al nostro quotidiano. Sarebbe utile poterli conservare così come si fa col burro, anche col caldo dell'estate, riponendolo all'interno di un frigorifero funzionante, abbassando la temperatura. Ecco, credo ci sia bisogno di agire sul termostato della vita sociale e politica del mondo. Oggi, i diritti fondamentali che sono alla base della civiltà umana stanno squagliandosi, scomparendo e non è un problema legato alla geografia, alla razza, alla religione o all'ideologia. E' in atto una lotta per la sopraffazione di una esigua minoranza, satolla e cinica, nei confronti del resto dell'umanità e della propria coscienza. Torno a dire, c'è bisogno di conservazione e il cambiamento lo accetto quando evolve un sistema preservando la vita dal decadimento e non accelerandone la fine. Chi ha celebrato il matrimonio tra le parole riforma e suicidio non ha morale, coscienza, dignità.
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